sabato, gennaio 04, 2014
IL CASTAGNO VECCHIO
Come un castagno
vecchio
mi son vuotato
dentro,
inutilmente ho sparso
castagne
che la mia ombra
uccide.
Ma in faccia al monte
tanto verde, e
il lento respiro
del bosco.
Girandole di fiocchi
candidi,
scherzi di tramontana
fruscianti
e le stelle a punteggiare
i rami.
Ho sfogliato i miei anni
per terra
dentro ogni autunno
sogni di primavera.
Ho pianto con la pioggia
riso con le lappe
occhi marroni delle foglie,
nel quieto respiro
del bosco.
venerdì, dicembre 28, 2012
25 Dicembre
Lentamente arde
il ceppo nel camino
in piccoli sussulti
di scintille.
Sonnolento tepore
questo fine Natale.
Sul silenzio
ho steso i miei pensieri
ad asciugare.
sabato, novembre 12, 2011
AGOSTO 2000
Sfarfallìo di luce
tra le tende
della tue ciglia,
nuvole barocche
sul soffitto.
Fuori l'estate
accecante,
e il suo rombo giallo
di cicale stonate.
Sul marmo freddo
di candido lino
il tuo sonno
sinuoso e tepido.
Si accende
nella memoria
un altro attimo
indelebile
a dare senso
alla vita.
Più del Tiepolo
appeso alla parete.
tra le tende
della tue ciglia,
nuvole barocche
sul soffitto.
Fuori l'estate
accecante,
e il suo rombo giallo
di cicale stonate.
Sul marmo freddo
di candido lino
il tuo sonno
sinuoso e tepido.
Si accende
nella memoria
un altro attimo
indelebile
a dare senso
alla vita.
Più del Tiepolo
appeso alla parete.
martedì, settembre 06, 2011
SOGNO
Ad uno ad uno,
sparsi sull'oceano nero
di questa notte afrodisiaca
si aprono costellazioni
come bottoncini di sottana
accendono la tua confusione.
Scorrono chilometri
senza spettinare
i tuoi capelli,
scorrono.
E non ridere
dei miei sogni interrotti
dal terrore d'incesto,
dei limiti ideologici
di spazi e tempo
tempo che non c'è,
all'infuori di me.
Mi addormento giacendo
come questa pietra supina
e sogno di te,
sublime sull'onda
che da, e prende,
tra anima e carne
come una madonna
vespertina.
sparsi sull'oceano nero
di questa notte afrodisiaca
si aprono costellazioni
come bottoncini di sottana
accendono la tua confusione.
Scorrono chilometri
senza spettinare
i tuoi capelli,
scorrono.
E non ridere
dei miei sogni interrotti
dal terrore d'incesto,
dei limiti ideologici
di spazi e tempo
tempo che non c'è,
all'infuori di me.
Mi addormento giacendo
come questa pietra supina
e sogno di te,
sublime sull'onda
che da, e prende,
tra anima e carne
come una madonna
vespertina.
sabato, agosto 06, 2011
Appuntamento tra le stelle
Là dove evapora
la massa
in luminescenza,
quieto sè.
So che sarà così
semplicemente,
come al giorno
segue la sera,
poi la notte.
Due elettroni
liberi dal nucleo,
nell'infinito.
Lucciole
tenute assieme
nel grande fiume
del tempo
dal magnetismo
dell'amore.
Là ti aspetterò,
topola, mi troverai
con in mano
un mazzo di versi,
e negli occhi
un trabocco di bene.
Per finalmente perdersi,
senza dove, senza perchè,
solo io, solo te.
lunedì, febbraio 28, 2011
Un pò di foco...

Un pò di foco, di notte,
per compagnia...
a metà di un Maggio
pieno di odori e di luna.
Spicchi di luce colorata
come le tele del Trave
guizzano nel camino
forse per l'ultima volta.
Melanconie fumose
scorrono lente
linfa oscura a fiotti
tra mente e cuore.
Viola e rossi rivoli
d'ira si spengono
sulla faccia del Cristo,
l'uomo del perdono.
In questo occaso buio
spicchi di luce
brillano incredibili
fiori gialli accesi.
Nell'ombra,
poco lontano,
ghignano i folletti
dell'ulivo di Bozze.
Dentro il silenzio:
pause emozionate
dal gorgheggio
dell'innamorato.
Resto nel buio,
in collo questo
aborto d'amore,
foto d'Hiroshima.
Ma l'usignolo
cesella la notte,
incantata, la quercia
trattiene il respiro.
Anche il dolore,
come il nero,
come questa notte
caleidoscopica
fa da schermo
a tutti i gialli, i bianchi,
gli azzurri, i verdi
della vita.
mercoledì, febbraio 09, 2011
D I C E M B R E
Ruvidi sguardi su colline brulle
invernali rovi, frasche secche
cieli incerti, minacciosi.
Solo il verde del muschio.
E radi cipressi dondolanti
nella macchia spoglia,
frullo di storni in allarme
nubi gonfie come lividi,
fruscio di passi lunghi
in un labirinto di spinaie,
inseguito dalla pioggia
tamburellìo su foglie inerti.
La luce rada inclina
si spegne nei borri
liquefatta dal grigio,
in mille aghi di freddo.
Dall'alto si scopre
un tetto solitario
confuso nel bosco,
rosa grumo nel bigio.
invernali rovi, frasche secche
cieli incerti, minacciosi.
Solo il verde del muschio.
E radi cipressi dondolanti
nella macchia spoglia,
frullo di storni in allarme
nubi gonfie come lividi,
fruscio di passi lunghi
in un labirinto di spinaie,
inseguito dalla pioggia
tamburellìo su foglie inerti.
La luce rada inclina
si spegne nei borri
liquefatta dal grigio,
in mille aghi di freddo.
Dall'alto si scopre
un tetto solitario
confuso nel bosco,
rosa grumo nel bigio.
martedì, ottobre 26, 2004
Martedì 26 Ottobre 2004
Le prime parole nella bottiglia...ma è troppo tardi, devo alzarmi presto, stamani...voglio che la lavagna sia aperta a tutti, ovviamente, ma... il ma riprenderà la prossima volta.
Eccola, la prossima volta.Notte fonda, freddo fuori, una valanga di stelle......e la consapevolezza che qualcuno ha letto questo blog...qualcuno che mi conosce.Ma per coloro che non mi conoscono, vorrei presentarmi... a modo mio.
Io sono un bambino del Chapas,
che non conosce i suoi sogni,
attraverso d'obliquo la vita
ombra e sole, e vento, e pioggia.
Io sono il rimorso tardivo,
un vecchio che si guarda indietro,
grigio, azzurro, rosso e nero,
pero selvatico nel campo.
Io sono nuvole ed acqua,
la scheggia mancante,
la voce scordata, l'amante,
io sono la mia libertà.
Io sono la curva, l'ellissi,
la risata che beffa la morte,
io sono un canopo vivente,
l'illusione della mia mente.
Eccola, la prossima volta.Notte fonda, freddo fuori, una valanga di stelle......e la consapevolezza che qualcuno ha letto questo blog...qualcuno che mi conosce.Ma per coloro che non mi conoscono, vorrei presentarmi... a modo mio.
Io sono un bambino del Chapas,
che non conosce i suoi sogni,
attraverso d'obliquo la vita
ombra e sole, e vento, e pioggia.
Io sono il rimorso tardivo,
un vecchio che si guarda indietro,
grigio, azzurro, rosso e nero,
pero selvatico nel campo.
Io sono nuvole ed acqua,
la scheggia mancante,
la voce scordata, l'amante,
io sono la mia libertà.
Io sono la curva, l'ellissi,
la risata che beffa la morte,
io sono un canopo vivente,
l'illusione della mia mente.
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