sabato, agosto 06, 2011

Appuntamento tra le stelle

Là dove evapora
la massa
in luminescenza,
quieto sè.
So che sarà così
semplicemente,
come al giorno
segue la sera,
poi la notte.
Due elettroni
liberi dal nucleo,
nell'infinito.
Lucciole
tenute assieme
nel grande fiume
del tempo
dal magnetismo
dell'amore.
Là ti aspetterò,
topola, mi troverai
con in mano
un mazzo di versi,
e negli occhi
un trabocco di bene.
Per finalmente perdersi,
senza dove, senza perchè,
solo io, solo te.

lunedì, febbraio 28, 2011

Un pò di foco...


Un pò di foco, di notte,

per compagnia...

a metà di un Maggio

pieno di odori e di luna.


Spicchi di luce colorata

come le tele del Trave

guizzano nel camino

forse per l'ultima volta.


Melanconie fumose

scorrono lente

linfa oscura a fiotti

tra mente e cuore.


Viola e rossi rivoli

d'ira si spengono

sulla faccia del Cristo,

l'uomo del perdono.


In questo occaso buio

spicchi di luce

brillano incredibili

fiori gialli accesi.


Nell'ombra,

poco lontano,

ghignano i folletti

dell'ulivo di Bozze.


Dentro il silenzio:

pause emozionate

dal gorgheggio

dell'innamorato.


Resto nel buio,

in collo questo

aborto d'amore,

foto d'Hiroshima.


Ma l'usignolo

cesella la notte,

incantata, la quercia

trattiene il respiro.


Anche il dolore,

come il nero,

come questa notte

caleidoscopica


fa da schermo

a tutti i gialli, i bianchi,

gli azzurri, i verdi

della vita.

mercoledì, febbraio 09, 2011

D I C E M B R E

Ruvidi sguardi su colline brulle
invernali rovi, frasche secche
cieli incerti, minacciosi.
Solo il verde del muschio.

E radi cipressi dondolanti
nella macchia spoglia,
frullo di storni in allarme
nubi gonfie come lividi,

fruscio di passi lunghi
in un labirinto di spinaie,
inseguito dalla pioggia
tamburellìo su foglie inerti.

La luce rada inclina
si spegne nei borri
liquefatta dal grigio,
in mille aghi di freddo.

Dall'alto si scopre
un tetto solitario
confuso nel bosco,
rosa grumo nel bigio.

martedì, ottobre 26, 2004

Martedì 26 Ottobre 2004

Le prime parole nella bottiglia...ma è troppo tardi, devo alzarmi presto, stamani...voglio che la lavagna sia aperta a tutti, ovviamente, ma... il ma riprenderà la prossima volta.
Eccola, la prossima volta.Notte fonda, freddo fuori, una valanga di stelle......e la consapevolezza che qualcuno ha letto questo blog...qualcuno che mi conosce.Ma per coloro che non mi conoscono, vorrei presentarmi... a modo mio.


Io sono un bambino del Chapas,
che non conosce i suoi sogni,
attraverso d'obliquo la vita
ombra e sole, e vento, e pioggia.

Io sono il rimorso tardivo,
un vecchio che si guarda indietro,
grigio, azzurro, rosso e nero,
pero selvatico nel campo.

Io sono nuvole ed acqua,
la scheggia mancante,
la voce scordata, l'amante,
io sono la mia libertà.

Io sono la curva, l'ellissi,
la risata che beffa la morte,
io sono un canopo vivente,
l'illusione della mia mente.